Manoscritti

Il patrimonio librario antico consiste di:
ca. 2900 manoscritti provenienti in parte da doni, in parte dalle soppresse corporazioni religiose;
74 incunaboli;
ca. 3500 cinquecentine;
ca. 4600 edizioni del sec. XVII;
ca. 3300 edizioni del sec. XVIII;
ca. 1700 edizioni degli anni 1801-1830;
La Biblioteca possiede, inoltre,  carte geografiche,  manifesti,  cartoline d'epoca e  fotografie.

Il nucleo originario della Biblioteca è costituito dalle librerie del Collegio e della casa professa della Compagnia di Gesù a Sassari e comprende le opere che rientravano nelle materie di insegnamento dello studio gesuitico.
Con la soppressione delle corporazioni religiose, nel 1855 e nel 1866, giunsero in  Biblioteca   consistenti raccolte librarie provenienti dai conventi dei padri Serviti, Osservanti, Conventuali, Cappuccini, Carmelitani, Domenicani di Sassari e degli Osservanti di Bonorva.
 Di notevole interesse le edizioni antiche presenti  nelle donazioni Salis, Devilla e  Manunta Bruno.
Attualmente la Biblioteca è dotata di un fondo antico piuttosto cospicuo: 74 incunaboli, due dei quali ritrovati negli scorsi due anni; ca. 3500 cinquecentine, ca. 4600 edizioni del sec. XVII; ca. 3300 edizioni del sec. XVIII; ca. 1700 edizioni degli anni 1801-1830; ca. 2900 manoscritti.
Gran parte delle edizioni antiche, data la provenienza, è costituita da  opere di carattere religioso: sacre scritture, testi di teologia, di liturgia, predicabili, vite dei santi. Non mancano, tuttavia,  i testi di diritto e, in minor misura,  quelli di storia,   filosofia, grammatica e di materie scientifiche.


Il patrimonio di documenti manoscritti è costituito da fondi di natura archivistica, comprendenti atti notarili e libri di amministrazione dei principali conventi della città e del territorio circostante, e da un fondo di carattere bibliografico. In esso si trovano i manoscritti settecenteschi del padre conventuale Sisco, contenenti in parte testi teologici ed ecclesiastici, in parte cronache locali; si segnalano, inoltre,  i manoscritti di Domenico Alberto Azuni e, tra i più recenti, le opere autografe di Grazia Deledda (L'Edera, Il ritorno del figlio), di Salvatore Farina e di Sebastiano Satta.
Il  manoscritto più antico è il Condaghe di San Pietro di Silki, codice membranaceo del sec. XII, contenente le registrazioni relative ai beni delle monache del convento di San Benedetto, situato dove oggi sorge il convento di San Pietro di Silki. Si tratta di un documento prezioso per gli studi storici, ma anche linguistici, essendo anche il più antico manoscritto in lingua logudorese.
Vi sono inoltre i frammenti degli Statuti di Castel Genovese, l'attuale Castelsardo, del sec. XIV, documento di notevole rilievo per gli studi sulla storia del diritto medievale sardo.

 Tra i libri a stampa l'edizione più antica è il De officiis, opera liturgica di Sant'Ambrogio, pubblicata nel 1473.
Si segnala anche una pregevole Bibbia  latina miniata del sec. XIV.